Quotidiano Enti Locali e Pa (Sole24Ore) | 15 Dicembre 2016

di Roberta Giuliani

Se un cauto ottimismo accompagna le pubbliche amministrazioni, le imprese manifestano maggiori perplessità: in attesa dell’attuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti arrivano i primi giudizi dai soggetti che dovranno operare con le nuove regole.

La valutazione emerge dalla sintesi del rapporto «La qualificazione delle stazioni appaltanti: opportunità e strumenti per l’implementazione di un sistema nazionale», realizzato da Promo PA Fondazione in collaborazione con BravoSolution, che sarà presentato oggi a Firenze in occasione del convegno «La qualificazione delle stazioni appaltanti: il ruolo chiave degli strumenti, delle competenze e dell’organizzazione».

Aspettando i provvedimenti attuativi dell’articolo 38 del nuovo codice appalti l’indagine, che ha visto coinvolte 250 stazioni appaltanti e 70 imprese, ha raccolto il punto di vista degli operatori che indicano la formazione come l’area su cui investire. «L’investimento nella formazione e nel rafforzamento delle competenze sarà un aspetto cruciale nella qualificazione delle stazioni appaltanti». Così commenta Gaetano Scognamiglio, Presidente Promo PA Fondazione.

Per Ezio Melzi, consigliere Delegato BravoSolution Italia, sarà importante puntare invece sullo scambio delle buone pratiche come anche premiare le stazioni appaltanti più efficienti. «Il processo di qualificazione è finalizzato a migliorare la qualità complessiva dell’appalto, a rendere i processi più trasparenti e a far assumere anche alla Pa una logica di “miglioramento continuo”, che può provenire dallo scambio di buone pratiche e dalla necessità di perseguire target di performance ben definiti. La pratica del confronto sulle “migliori prassi” dovrebbe essere incentivata e regolamentata, poiché chi non ne tiene conto provoca un danno economico al paese. Le stazioni appaltanti a più alta performance dovrebbero essere rese pubbliche ed il management, insieme ai funzionari, premiato e riconosciuto».

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